Patatine fritte e the verde… (Edit)

Finalmente la pace, il silenzio… la casa era rimasta vuota… niente più schiamazzi o litigi per giocare al PC o alla Play Station, niente urla isteriche che chiedono incessantemente compiti da portare a termine.

“Beata pace” pensava Christine, che dopo un altro giorno di duro lavoro, poteva assaporare qualche

momento di tranquillità. Ora in compagnia solo del suo “fedele” gatto e del coniglio nano dormiglione, si sentiva in pace con se stessa.

Quello sarebbe stato un pomeriggio tutto suo, dedicato al dolce far niente.

Christine era una ragazza tranquilla. Amava molte cose, così come ne odiava altrettante. I suoi occhi, limpidi come il cielo azzurro, rispecchiavano la sua anima mite e tranquilla. I capelli, simili a sottili fili di oro, si coloravano di mille riflessi quando erano colpiti dalla luce del sole. Il suo fisico esprimeva una tendenza ossessiva per il peso forma. Ogni suo pasto era minuziosamente pesato, tanto che, dopo un po’ di tempo, aveva imparato a porzionare in modo corretto e sano il cibo senza pesarlo ma solo grazie alla forza di volontà.

Tuttavia, quello sarebbe stato un giorno speciale, uno di quelli in cui si decide di fare uno strappo a tutte le regole imposte. Pensò che dopo tanto duro lavoro, una bella pausa ristoratrice non le avrebbe fatto che bene.

Per un attimo tutto si fermò. Rimase in ascolto dei rumori provenienti dall’ambiente esterno. Era una bella giornata, cominciata con un sole rovente. Il mare brillava sotto i suoi raggi, riflettendo la luce. Il profumo della salsedine arrivava fino al suo “nido”, inondando i polmoni di aria pura. Poteva immaginare di essere li, quasi di sentire il rumore delle onde infrangersi sugli scogli scivolosi e duri, ricoperti di alghe.

Guardando il mare quella mattina lo desiderò ardentemente. I  suoi compiti però per  il momento erano altri. Le grida dei bambini intenti a giocare l’avevano distratta non poco dal suo lavoro. Veniva come rapita e portata via da quegli stimoli esterni e poi, d’un tratto, si ritrovava di nuovo sveglia, a fare i conti con la realtà.

“Non mi farà male riposare un po’, vero Cesiu?” sussurrò dolcemente al persiano che le stava in grembo.

“Proprio non ne vuoi sapere di andarti a fare un giretto sulla veranda… Sei qui a dormire da mezz’ora, eppure, ogni volta, mi sembra che ti porti dietro del sonno arretrato” disse in tono divertito Christine mentre continuava a coccolare il suo gatto. Lui, quasi come se avesse compreso le parole della padrona, la guardò con i suoi occhi chiari, color ghiaccio, con aria colpevole.

“Dai su, andiamo a fare la pappa, oggi voglio premiare anche te” le disse mettendo una razione extra di crocchette ripiene nella sua ciotola… ne andava matto. Lo guardò divorare il suo cibo, mentre in lontananza si sentiva il brontolio sommesso di un tuono.

Quel pomeriggio di pace, il cielo mutò. Cominciò a tingersi di colori cupi, che ricordavano la fuliggine dei camini. Faceva uno strano contrasto con il resto del cielo che rimaneva di un azzurro intenso. Poi, d’un tratto, il picchiettio famigliare delle gocce che cadono sul tetto e l’inconfondibile odore che si sente quando piove. Quello fu per Christine come un richiamo.

Uscì sul balcone, e respirò a pieni polmoni.

“Bentornata alla vita” sospirò stiracchiandosi. Quel tempo particolare la stava ricaricando invece di buttarla giù. Le gocce precipitarono fredde sul suo viso accalorato, un brivido le attraversò la schiena. Pian piano la pioggia divenne più fitta, lasciando il suo vestito estivo del tutto bagnato e aderente al suo corpo longilineo.

Rientrò in fretta in casa, gocciolante, si avvio verso la cucina. Impeccabile, pulita, brillante. Poteva essere selezionata tranquillamente per uno di quei soliti spot che si vedono in TV, che bombardano di continuo, attirando l’attenzione con effetti di luci che in realtà non ci sono

“E’ un peccato sporcarla, ma la voglia di cucinare qualcosa è troppo forte”… si disse aprendo il congelatore. In quel momento facevano al caso suo delle patatine surgelate. Stavano lì da un po’ di tempo. I classici sacchi formato famiglia da due kg che si fanno fatica a smaltire.

“ Chi se ne frega della dieta per un giorno, evviva le trasgressioni” pensò buttando nell’olio allegro una quantità notevole di patatine. Le guardò dorarsi finché non venne l’ora di passarle a scolare.

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Messe nel piatto, con una bella spruzzata di ketchup erano il massimo. Peccato che quando la forchetta ne rompeva la crosta da qualcuna, ne usciva una quantità considerevole di olio. Qualcosa doveva esser andato storto… finite le patate bevve un buon bicchiere di the verde. Il sapore dolciastro del the entrò in contrasto con quello sapido delle patatine, lasciando un retrogusto alquanto strano. Lo usava per sgrassare l’unto. In genere nei ristoranti ad una bella portata di carne, si associa un buon vino, specie poi quando la carne è molto grassa, se ne sceglie uno che abbia una funzione che ne contrasti l’unto che lascia in bocca. Christine non amava l’acool, e preferiva quel tipo di soluzione alternativa

Si mise a ridere sonoramente. No, non era pazza, solo si rese conto di quanto bizzarro fosse quell’abbinamento tanto da farla scoppiare in una sonora risata.

Cesiu la guardò stranita mentre filava sul divanetto di corsa con la coda ritta  mo’ di radar

“Fai bene a correre gatto, appena ti acchiappo”…

La frase rimase in sospeso, quasi nel vuoto. La camera si fece improvvisamente fredda e cupa. Che il brutto tempo si fosse trasferito dentro casa?

Christine sembrava confusa e incapace di compiere qualsiasi cosa. La sua mente era come svuotata, non riusciva a pensare cosa stesse succedendo, perché…

Christine percorse come un’ubriaca, senza luce negli occhi la sala da pranzo, dopo pochi passi il bicchiere di vetro pesante le sfuggi dalle mani, frantumandosi in tanti piccoli frammenti…

Un urlo sovraumano s’insinuò nei timpani della ragazza, aveva la sensazione che si stessero spaccando, quando divenne tutto un eco lontano e poi il buio più totale… mentre la vista sfocava uno spicchio di luce chiara proveniva dalla porta…

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Patatine fritte e the verde… (Edit)ultima modifica: 2009-08-14T20:36:00+00:00da odette14
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12 pensieri su “Patatine fritte e the verde… (Edit)

  1. Carinissimo il tuo racconto… scrivi davvero davvero bene, complimenti! E’ la prima volta che passo da qui, ti ho letta in qualche commento da Athena… Bello il tuo blog, devo tornare sicuramente ad approfondire la lettura… E se ti va di passare da me, sei più che benvenuta!

    Ciao, buona giornata
    Laura

  2. Caspiterina. Sono passata con più calma, adoro leggere i tuoi post lo sai vero?? non lo farei mai di fretta, quindi quando sono di fretta ti lascio solo i miei saluti…
    Mi è venuta la pelle d’oca! Brava amica… semplicemente BRAVA!!!
    Che bello scappare dal mio mondo ed entrare nel tuo…
    A presto cara… Un bacione immenso.. Aisha!!

  3. Che bello questo racconto, sai scrivere molto bene, si legge che è un piacere
    Sono arrivata alla fine in un lampo, e….. sono rimasta come un baccalà perchè si ferma all’improvviso
    Quindi ci sarà sicuramente un seguito, spero di non perdermelo, è veramente interessante
    Ciao ciao

  4. Buonasera Regina dei bianchi cigni…
    splendida, davvero splendida, mi sono messo a leggere…
    e leggere….e leggere…
    mi sono incantato…
    Tu incanti sempre, Odette,
    Mi si posa in viso un sorriso quasi infantile leggendoti,
    per la dolcezza armoniosa del tuo narrare…
    e mi lascia sempre allo a stesso modo..
    trascinato quasi a forza nei personaggi, nella trama…
    i tuoi protagonisti sono quasi palpabili, vivi,
    nell’incedere della tua naturale animazione
    fino a sfiorare il dar vita a tutti loro, persone o animali che siano…
    un equilibrio che anima tutto ciò che tocchi con le tue parole…
    Il tuo ritorno è un valore inestimabile.
    Chapeau Odette…
    un bacio per te… in un abbraccio sincero dal mio cuore…
    Una serena notte…

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